- 8 Luglio 2026
- Matteo Fratarcangeli
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- Comuni
Guarcino (FR) 21 Agosto 2026
Da Dante ai giorni nostri, una riflessione sull'esistenza -
Guarcino sorge a 625 metri di
altezza sul livello del mare, su un costone dei Monti Ernici. Nel suo territorio
comunale si trovano le due sorgenti, Capo Cosa a 1.185 m., e Caporelle a 934 m,
da cui si origina il fiume Cosa, un piccolo affluente del fiume Sacco.
Il territorio di grande
importanza naturalistica è sormontato dal massiccio di Campocatino, un altopiano
a circa 1800 m di quota. Lo circondano le vette dei Monti Ernici, che
raggiungono e superano i 2000 metri di altitudine e da cui si gode il panorama
del basso Lazio fino al mar Tirreno, comprese le Isole Pontine. Il clima è
caldo e temperato, con precipitazioni più frequenti in inverno che in estate,
950 mm è il valore di piovosità media annuale. La temperatura media annuale di
Guarcino è 12.3 °C.
Sui monti Ernici è presente anche il Monte Vermicano famoso per il suo abisso, una delle grotte più estese del Lazio. Si tratta di un sistema carsico molto complesso che attualmente conta 4 ingressi (Vermicano, Gresele, Tana degli Eretici e GnomoGnomo). Furono esplorati i primi 50 m del grande pozzo d’ingresso il 10 settembre 1972, fino ad esaurimento delle scale, con successivi tentativi fino al dicembre dello stesso anno. Nel 1973, precisamente l’11 ed il 12 agosto una squadra raggiunse il fondo. Ad oggi, è una delle mete preferite per gli speleologi di tutta Italia.La storia di Valle Castellana è ricca di avvenimenti: stanziamenti di monaci e costruzioni di monasteri, combattimenti tra briganti e gendarmi, ricerche di antichi tesori, guerre e saccheggi, ma la notizia più antica riguarda il tracciato che deviando dalla Salaria allo Scandarello, portava ad Amatrice e da qui salendo sul crinale appenninico sotto il Pizzo (dove sono tracce di attraversamenti) scendeva sul bosco Martese per passare a Morrice, a Macchia da borea, a Beretra.
Gli antichi storici dicono che il paese limitrofo di Pietralta, sarebbe stato fondato dagli ascolani in fuga dinanzi alle schiere longobarde del duca Faroaldo. A S. Maria de monte Nigro dove visse San Cerbone, a quota 1300 circa, cera ancora, nel 1433, un priore, residuo di una comunità benedettina.
Nel rinascimento la zona diventa popolosa e diventa una comunità di seconda classe, dopo essere stata alle dipendenze feudali dei Guiderocchi. Il brigantaggio ha ricoperto un ruolo assai rilevante nella storia di Valle Castellana, a partire dall’epoca rinascimentale fin verso il 1861. Questa piaga era favorita dal fatto che Valle Castellana era l’ultimo paese del regno Borbonico posto proprio al confine con lo Stato Pontificio.