Greci, Cortile Palazzo Caccese ore 18:00

Prima che arrivassero gli Albanesi, Greci era un centro preesistente e molto antico. Il nome Greci compare dopo il 535, cioè in seguito alla spedizione nell’Italia Meridionale (voluta da Giustiniano, imperatore di Costantinopoli) sotto il comando del generale Belisario. Evidentemente, in tale occasione, furono fondate molte colonie greche, tra cui Greci. 

Il paese venne distrutto dai Saraceni nel 908 d. C. e riedificato nel 1039 (sempre col nome di Greci) dal conte Potone, catapano, per concessione del principe di Benevento  Pandolfo e del figlio Landolfo. La cittadina Greci, in quel tempo, era una specie di emporio, ove si svolgeva il commercio tra Abruzzo e Puglia. Tra il 1461 e il 1464 il generale Skanderbeg, eroe nazionale d’Albania, si trovava in Italia con un nutrito numero di valorosi Albanesi per aiutare Ferdinando d’Aragona contro Giovanni d’Angiò. Skanderbeg, al comando del suo valoroso esercito, il 14 agosto del 1461 nella battaglia di Orsara (Terrastrutta, località vicino Greci) sconfisse definitamene gli Angioini. Dopo tale battaglia, una guarnigione di soldati albanesi fu lasciata su questo colle a difesa di eventuali incursioni di ribelli, che potessero provenire dal nord o dal sud.  Non bisognava sottovalutare il fatto che in vicinanza c’erano due colonie francesi: Faeto e Celle San Vito, che non davano troppa riassicurazione agli Aragonesi a causa della loro origine, per cui un certo controllo di una colonia albanese, fedelissima agli Aragonesi, era rassicurante per il re. L’insediamento fu completo sotto ogni aspetto, in quanto i familiari dei suddetti soldati raggiunsero Greci.

Entrarono, dunque, in contatto con ciò che era rimasto della vecchia Greci greca e iniziarono la costruzione del nuovo paese nella località detta Breggo (Bregu) che in italiano significa monticello. Costruirono le kalive, case in pietra e col tetto in legno e tegole. Erano generalmente formate da un unico ambiente che doveva fungere sia da abitazione che da ricovero per gli animali. Le kalive erano molto basse e normalmente addossate l’un l’altra. Quelle ancora intatte sono disabitate e adibite a ricovero per solo animali. Portarono con sé anche il rito greco-ortodosso, che scomparve verso il 1690 per repressione dell’Arcivescovo Orsini. La fecero rinascere arricchendola con la propria cultura, storia, religione, miti e lingua.  Sostituirono il toponimo Greci con quello di Katundi, che nella lingua albanese significa “il paese o paese nativo”. Nel territorio di Greci si trovano molte contrade che portano denominazioni prettamente albanesi: Sheshi Kikutë, Pilli, Fisa, Ghama Shpotit, Mali, Vreshtë, Bregu, Shkembi, Rëshkalatat, Shelqi, Proigas.

LUOGHI DA VISITARE

La Chiesa di San Bartolomeo di cui se ne fa una volta menzione nei registri angioini fol. III, in data 25.01.1341. In virtù del regio patronato la presentazione dei rettori al presule di Benevento era diritto dei sovrani del Regno. Dal 1445 per l’acquisto che fece dei feudi di Greci –Savignano e della Ferrara il diritto di patronato era del Duca di Bovino, solo nel 1848 la popolazione di Greci ottenne che la Chiesa di San Bartolomeo Apostolo fosse messa sotto il patronato del regio governo.

Le Masserie “le Tre Fontane” risalenti al ‘600 – ‘700 la cui funzione era quella di stazione di posta sul “Tratturello regio Camporeale – Foggia” che era diramazione del più importante tratturo regio “Pescasseroli – Candela”.

Sono inoltre da visitare alcuni boschi in località “Porcino” (80Ha.), “Serrone” (20Ha.) e “Ripitella” (40Ha.) con interessanti specie vegetali ed animali ed un laghetto “Aqua Fets” di 3.500 mq.

Fonte: www.borghidellalettura.it