Contursi Terme, Piazza San Vito ore 20:30

Contursi Terme è un paesino, divenuto città nel 2012, della provincia di Salerno, il cui centro abitato è situato su di una piccola collina che domina la Valle del Sele. Il paesaggio è ricco di flora e fauna e a valle della città vi è la confluenza di due importanti fiumi: il fiume Sele, detto anche fiume Bianco, e il fiume Tanagro, detto anche fiume Negro.

ORIGINI DI CONTURSI

Gli studiosi hanno avanzato diverse ipotesi sulle origini e sul nome di Contursi. Secondo la tradizione, la città prende il nome dal Conte Orso, feudatario di Siconolfo, principe di Salerno, il quale fondò il paese e vi fece costruire il suo castello nell’840. Oggi ci restano soltanto le rovine dell’antico castello, su cui sorge un edificio di più recente costruzione, che presenta tuttavia tracce dell’antico splendore nella maestosità delle linee architettoniche, malgrado i cambiamenti avvenuti nel corso del tempo.

Molti, invece, hanno ritenuto che Contursi potesse identificarsi con Ursentum, i cui abitanti erano gli Ursentini, un popolo di origine betica. Questa ipotesi viene però smentita nel terzo libro delle Naturales Historiae di Plinio il Vecchio.

Altri studiosi, come Filomarino, fanno risalire le origini di Contursi alla fine del VI secolo d.C. ad opera degli abitanti di Saginara, cittadina scomparsa, posta tra Contursi e Campagna e distrutta dai Goti di Alarco tra il 395 e il 400 d.C.

A testimonianza delle antiche origini di Contursi troviamo:

Il Castello Rosapepe, edificato nell’840 dal Conte Orso: egli notò che la collina aveva una posizione strategica di dominio su tutta la valle del Sele e capì che quello sarebbe stato il luogo ideale per difendersi dalle continue scorribande dei normanni. Il castrum aveva delle minime strutture logistiche fisse ed era cintato da un’alta palizzata con delle torrette di legno. Questa è la più antica struttura presente nel territorio, e fu proprio grazie alla sua costruzione che quelle poche genti sparse nella valle, sentendosi protette da questa fortificazione, incominciarono a costruire le prime capanne nei pressi del castello stesso. Solo in seguito nel XI secolo, sotto il dominio normanno, il castello e le vicine abitazioni vennero costruite in muratura. In seguito il castello fu soggetto a continue opere di rifacimento, per cui della sua struttura iniziale resta ben poco. Nel 1675 divenne proprietà della famiglia Parisano che lo tenne fino al 1807 quando, per motivi di debiti, lo dovette cedere a Don Paolo Rosapepe, i cui eredi sono ancora proprietari.

Tra gli edifici storici che arricchiscono la città troviamo le antiche chiese che sorgono nella città, tra queste:

La chiesa S.S. Maria degli Angeli, o Chiesa Madre, è la chiesa più antica del paese, fu edificata attorno all’anno 840 e poi ampliata verso il 1500. Inizialmente essa era caratterizzata da una sola navata e aveva il suo unico ingresso sul lato Nord con l’altare maggiore che fronteggiava l’entrata stessa. Nel 1559 fu aperto un nuovo ingresso a ponente, attraverso un atrio che successivamente venne ingrandito e così nel 1737 la chiesa divenne di tre navate. A seguito del terremoto del 1980 la Chiesa crollò e fu fatta ricostruire. Oggi, del suo antico impianto, ci rimangono soltanto il campanile ed il portale.

La chiesa del Bambino Gesù fu inizialmente edificata per la devozione di San Giovanni e Santa Lucia. Nel 1600, a seguito di alcuni lavori di ristrutturazione, l’arciprete Paradiso consacrò la chiesa al Bambino Gesù, dopo aver fatto arrivare da Napoli una statuetta che lo raffigurava, di fattura pregevole, sia nelle proporzioni anatomiche che per le vesti ricamate con fili d’oro. L’attuale corpo della chiesa, tranne l’abside e i suoi spazi laterali, fu edificato verso la fine del XV secolo. All’interno si trovano le statue di Santa Maria Immacolata Concezione Santa Maria Addolorata e il magnifico organo settecentesco intagliato.

La Chiesa Santa Maria delle Grazie, originariamente di dimensioni più piccole, fu successivamente ampliata. Nel 1656, al suo interno, fu costruito un altare dedicato a Santa Filomena Martire, in ringraziamento dei suoi tanti miracoli, avvenuti, come narra la tradizione, durante i giorni della peste.

La Chiesa Maria S.S. del Carmine, in origine era una piccola cappella dedicata ai Santi Donato e Rocco. Assunse l’attuale nome e forma nel 1564 quando se ne concesse l’uso ai padri Carmelitani, che dopo averla ingrandita la provvidero di un convento. La chiesa fu aggregata all’Arcipretura nel 1653, dopo la soppressione del convento. La chiesa è composta da una sola navata, che termina con un’abside di pianta quadrangolare. Ai due lati si aprono dieci cappelle, decorate con raffinatezza, otto delle quali hanno un altare. Alle spalle dell’altare maggiore, ornato da splendidi marmi policromi, vi è la pala raffigurante la Madonna del Carmelo dipinta da Jacopo de Antora. Di grande interesse anche la cupola dell’abside, che sovrasta l’altare, dipinta con figure del Paradiso realizzate dai pittori Innocenzo Gentile e Carmine de Matina. Ai lati dell’ingresso della Chiesa sono collocate due tombe monumentali appartenute ai feudatari del tempo.

L’antica sede dell’universitas, ossia del Comune è un edificio che accoglieva i vari uffici pubblici, amministrativi e giuridici presente oggi nella parte più antica della città. Esso si caratterizza di un cortile chiuso da un cancello con montanti scolpiti con immagini d leoni rampati e sirene a doppia coda.

Contursi presenta anche un antico borgo, il quale anticamente rappresentava il primo sviluppo urbano a ridosso delle antiche mura del paese. Esso si sviluppa lungo due vie: il primo detto, Borgo S .Antonio perché la stradina che lo attraversa verticalmente conduce alla chiesetta del Santo; il secondo detto, Borgo S. Michele perché la stradina che lo attraversa conduce alla chiesa dell’omonimo Santo.

LE TERME

La principale risorsa della città è la presenza delle acque termali e dei numerosi stabilimenti termali, che la rendono un rinomato centro turistico-termale. Proprio in virtù della vocazione termale della città, nel 1974, all’originario nome “Contursi”, venne affiancata la parola “Terme”, divenendo così “Contursi Terme”.

L’acqua termale di Contursi presenta la notevole caratteristica di essere quella con più alta concentrazione di anidride carbonica d’Europa, qualità che la rende particolarmente efficace nella cura di particolari patologie vascolari.

Nella città di Contursi sgorgano una quindicina di sorgenti termali, che fuoriescono quasi tutte sul fondo della valle in prossimità del fiume Sele, e si dividono in termali (o calde) e fredde, in base alla temperatura della sorgente (di cui la più calda esce dalla terra a 48°).

Tutte le acque delle sorgenti termali e parte di quelle fredde sono classificate come salso-bromo-iodiche-sulfuree, mentre la restante parte sono classificate invece solfureo-bicarbonato-alcaline con la presenza anche di una fonte di acqua oligominerale.

Le principali acque che sgorgano in località Contursi sono:

    Acqua Cappetta, sgorga a 32° ed è solfureo-salso-bicarbonato-alcalino-terrosa

    Acqua Mirabilis, sgorga a 25° ed è solfurea

    Acqua Vulpacchio, classificata come medio-minerale

    Acqua Sant’Antonio, solfurea-bicarbonato-alcalino-terrosa e salso-bromo-iodica, che sgorga a temperatura fra 40° e 48°.

La varietà delle acque di Contursi si presta a numerose applicazioni terapeutiche: esse sono particolarmente efficaci nella cura delle vasculopatie croniche, ma sono altresì indicate per la cura di artrosi, artriti, reumatismi, gotta, malattie della pelle e dell’apparato respiratorio. Le acque fredde di Contursi sono inoltre adatte alla cura delle malattie dell’apparato digerente e delle vie urinarie; possiedono inoltre la capacità di regolarizzare le funzioni epatiche e la pressione sanguigna.