Borbana, Piazza Martiri 4 Aprile ore 17:30

    «Accurati studi archeologici, condotti nei primi decenni del ‘900, hanno evidenziato come l’area fosse già abitata nel Neolitico e successivamente dai Sabini e dai Romani. In epoca preromana si presentava come un concentramento di ‘ville’ agrarie sparse nel territorio. La prima attestazione che riguarda Borbona compare nella bolla di Anastasio IV, del 1154, in cui la “plebem S. Crucis Burbona” viene nominata come parrocchia. Ciò fa supporre che il nome fosse antecedentemente attribuito al villaggio preesistente, non vi è certezza. Alcuni lo legano al luogo dove fu edificata, ovvero un colle denominato Burbona; Filangieri ritiene che il toponimo possa derivare dal termine “bordo” u “Burbone” come citato in un atto della cancelleria degli Angioini».

    tratto da Sviluppo storico del territorio a cura di Elisa Bitossi

 

Molte sono le informazioni che derivano dalle ricerche condotte dagli studiosi, alcune anche contrastanti, soprattutto quelle relative ai luoghi degli antichi insediamenti. Ciò ha convinto l’Amministrazione comunale, con il contributo della Fondazione Varrone Cassa di Risparmio di Rieti, ad indagare più approfonditamente ricercando la collaborazione del CNR-ISPC (Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale), che ha la competenza e gli strumenti idonei a verificare sul territorio le eventuali emergenze archeologiche esistenti.

Il paese, documentato anche nel 1292, fu sotto il dominio dell’Aquila nel Medio Evo, passò poi sotto quello del Viceré di Napoli e fu acquistato da Margherita d’Austria nel 1570 per completare il territorio donatole dal padre Carlo V, che comprendeva il Ducato di Penne, Campli, Leonessa, Cittaducale, Montereale (che formarono in seguito i cosiddetti Stati Farnesiani d’Abruzzo di cui Penne era capitale), Castellammare di Stabia, Altamura e la Signoria di Roccaguglielma (situati nel Regno di Napoli).

Numerose sono le chiese disseminate sul territorio di Borbona, fra queste l’edificio di Sant’Anna, costruito, probabilmente, nella seconda metà del Quattrocento, nel borgo denominato “Lama”. Questo fu inizialmente sede di un semplice beneficio senza cura d’anime, unito, quasi subito, alla prestigiosa Confraternita della Misericordia, sita sulle pendici a est della Lama, oggi in restauro. Detta confraternita si occupava della sepoltura dei morti e dell’assistenza ai malati; gestiva il locale ospedale e un monte frumentario dove i poveri potevano chiedere in prestito del grano che restituivano, senza pagare gli interessi, dopo il nuovo raccolto.

Nel 1616 si rafforza la presenza francescana nella zona con la fondazione del convento di Sant’Anna, edificato accanto alla chiesa, il cui chiostro dopo il 1650 Vincenzo Manenti e la sua bottega affrescano con le “Storie della vita di San Francesco”. L’attuale arredo della chiesa, gli altari, le immagini dei Santi che vi si venerano, rimandano alla cultura e alla spiritualità dell’Ordine francescano.