Io esisto

L’arte ha il dovere sociale di dare sfogo alle angosce della propria epoca. L’artista che non ha accolto nel fondo del suo cuore il cuore della propria epoca, l’artista che ignora d’essere un capro espiatorio, e che il suo dovere è quello di calamitare, di attirare, di far ricadere su di sé le collere erranti dell’epoca per scaricarla nel suo malessere psicologico, non è un artista.
Antonin Artaud  
 
L’essere che attivamente vive tutto ciò che lo circonda. L’essere consapevole di esserci attivamente in uno spaziotempo indefinito.  
 
In un mondo dove miliardi di opportunità di esistere confluiscono verso un’unica direzione comune, il Teatro e il palco rappresentano il distacco, l’elevazione dell’individuo verso la sua unicità; una purificazione dal passivismo che ci tiene. Il continuo differire l’esistenza, sviluppato dalla consapevolezza che l’esserci virtualmente sia l’unica strada per l’esserci realmente, ci ha spinti verso l’illusione che il “comunicare” sia l’unica via di esistenza dell’esserci dell’essere.  
 
Le mie performance indagano questo disagio contemporaneo e lo superano elevandosi verso spazitempi individuali e reali.